Gentilissimi,
il decreto “Cura Italia” (pubblicato il 17 marzo 2020 in Gazzetta Ufficiale – d.l. 18) interviene anche a supporto del mondo associativo prorogando scadenze amministrative e normative, riconoscendo le conseguenti difficoltà derivanti dall’applicazione delle restrizioni determinate nella delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e dei DPCM emanati successivamente.
Vediamo insieme due elementi di rilievo: adeguamento statuto ETS approvazione bilancio/rendiconto di esercizio in assemblea.

Adeguamento statuto ETS

Slitta ulteriormente al 31 ottobre 2020 (art. 35) la scadenza per l’adeguamento degli statuti alla nuova normativa del terzo settore per organizzazioni di volontariato (OdV), associazioni di promozione sociale (APS) e Onlus iscritte nei rispettivi registri. Si ricorda che questo termine vale per gli enti costituiti prima del 3 agosto 2017 che possono introdurre le modifiche utilizzando la procedura semplificata (assemblea ordinaria).
(La proroga al 31 ottobre è stata estesa anche alle imprese sociali, anch’esse costituite prima del 20 luglio 2017 e che potranno procedere alla modifica in assemblea ordinaria.)

Approvazione dei bilanci

Per OdV, APS e Onlus iscritte nei rispettivi registri: c’è tempo fino al 31 ottobre 2020 (art. 35)

OdV, APS e Onlus iscritte nei rispettivi registri avranno tempo fino al 31 ottobre 2020 per approvare il proprio bilancio. Qualora tali enti, infatti, fossero chiamati, per legge o per statuto, ad approvare il proprio bilancio di esercizio entro il periodo che va dal 1° febbraio 2020 al 31 luglio 2020 (il periodo di durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo) possono derogare a tali disposizioni posticipando l’approvazione del bilancio fino al 31 ottobre 2020.

Per tutte le altre forme associative: legittimo il rinvio

Non è previsto nulla di specifico per tutti gli altri enti non profit che ad oggi non sono in possesso delle qualifiche di OdV, APS o Onlus iscritte nei rispettivi registri. Va comunque ricordato che il DPCM 8 marzo 2020 ha sospeso, almeno fino al 3 aprile 2020, tutte le manifestazioni e gli eventi, svolte in ogni luogo pubblico e privato, oltre che ogni attività convegnistica e congressuale: ciò significa che gli enti non profit diversi da OdV, APS ed Onlus sono comunque pienamente legittimati a rinviare le assemblee a data da destinarsi. Dovrebbe poter valere anche per questi enti la proroga del termine stabilita all’art. 106 (Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società), comma 1, del decreto #CuraItalia: “In deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statuta rie, l’assemblea ordinaria è convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio” (anziché 120 giorni).

Alcune indicazioni che valgono per tutte le tipologie associative

Il Consiglio Direttivo potrebbe, per il principio di trasparenza e di responsabilità verso l’assemblea dei soci, compiere i seguenti passi:

  1. approvare un’apposita delibera nella quale, visti e richiamati i Dpcm sopracitati e richiamando l’articolo 1710 del Codice Civile, cioè quello di adempiere alle proprie obbligazioni con la diligenza del bonus pater familias, si indichi che:
    • le eventuali convocazioni di assemblea sono da posporsi quantomeno in seguito al periodo di limitazione indicato nei medesimi Dpcm, a tutela degli associati e in considerazione all’evolversi della situazione sanitaria nazionale;
    • si possa già proiettarsi la possibilità di una convocazione anche nei mesi successivi poiché, dopo tale termine, è presumibile, se non realistico, che ci possa essere un periodo interlocutorio successivo rispetto alla ripresa generale delle attività educative, economiche e sociali;
  2. impegnaersi comunque a redigere il bilancio entro il 30 aprile come Consiglio Direttivo;
  3. informare gli associati, in relazione agli obblighi statutari, delle decisioni assunte conseguenti alla situazione straordinaria, descrivendo la situazione e indicando che nel merito vi saranno aggiornamenti successivi. È possibile, se redatto il bilancio, anticiparlo ai soci come atto di trasparenza interna associativa.

Il Consiglio Direttivo potrebbe realizzare le riunioni “straordinariamente” mediante strumenti di telecomunicazione e adottare conseguenti delibere anche in assenza di specifica previsione della modalità nello statuto, ma giustificata dai limiti posti dalle ordinanze governative e nel contempo dalla necessità di adempiere alle proprie funzioni. L’uso di questi strumenti deve garantire l’effettiva partecipazione dei consiglieri alla riunione, la raccolta degli interventi, l’espressione e la raccolta dei voti palesi. Della riunione fa redatta adeguata verbalizzazione.

Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il seguente articolo.